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Cavia aperea porcellus | Classe | | Mammalia (Mammiferi) | | Ordine | | Rodentia (Roditori) | | Sottordine | | Istricomorfi | | Famiglia | | Cavidae |
Originaria del Sud America, la cavia in natura vive in pianure erbose, ad altitudini che giungono fino ai 4200 metri. In natura si ciba di erbe, radici, frutta, semi. Sono state selezionate moltissime variazioni di colore, ma è a seconda della lunghezza o del tipo particolare di mantello, che si distingue fra cavie: a pelo corto; a rosette (abissine); lungo (peruviana). Ha un potenziale di vita di 6 - 8 anni. Le femmine sono più piccole dei maschi; in generale una cavia può arrivare a pesare 1,2 kg. Le cavie hanno 20 denti, tutti a crescita continua; gli incisivi sono bianchi. Nella zampa anteriore sono presenti 4 dita, nella posteriore 3. Sono due le particolarità che contraddistinguono la cavia all’interno del suo ordine: la prima è che non sintetizza la vitamina C, che quindi va somministrata attraverso agrumi, broccoli, peperoni (senza picciolo); la seconda è che la sinfisi pubica nelle femminucce resta fibrocartilaginea se partoriscono prima dei 7 mesi di età e due settimane prima del parto comincia a sfaldarsi per dissolversi del tutto al momento del parto (il fatto che la sinfisi resti cartilaginea è proprio ciò che permette a mamma cavia di dilatarsi per il parto, e se si salda questo non è ovviamente più possibile e va fatto un cesareo rischiosissimo). La maturità sessuale giunge molto presto; in caso di accoppiamento, sappiate che la gravidanza è lunga (63 giorni in media) e va seguita attentamente e che il numero dei piccoli potrebbe anche essere elevato (sistemarli presso famiglie idonee non è così semplice come si potrebbe pensare). I cuccioli di cavia sono sicuramente uno spettacolo delizioso da ammirare: nascono con gli occhi aperti, ricoperti di pelo e utilizzano i loro dentini per mangiare fieno, pellet e verdura, poche ore dopo la nascita. Sono comunque molto delicati. Alimentazione (paragrafo gentilmente scritto da Sara Giuliattini) “La cavia è un animale strettamente erbivoro. Anche solo riflettendo su questo si potrebbe dedurre la dieta più corretta per loro. Il fieno sta alla base della piramide nutrizionale del nostro porcellino d’india. Oltre che essere molto utile per stabilire e mantenere una buona funzionalità intestinale, esso fa sì che la cavia consumi i suoi dentini masticandolo in continuazione. A questo bisogna aggiungere la felicità dei nostri porcellini quando gli diamo del buon fieno. Ovviamente la quantità somministrata può essere illimitata, e che bello quando non hanno più fame e giocano con il fieno, ci si nascondono o ci dormono sopra beati! Il fieno dovrebbe preferibilmente essere non solo di erba medica, perché troppo ricco di proteine e calcio, e ovviamente dovrà essere asciutto, di un bel colore verde e senza la presenza di muffe e polvere. Certo, sarebbe bello avere a disposizione sempre del buon fieno fresco proveniente da un contadino, ma quando non è possibile queste sono le semplici regole da tenere a mente quando lo andiamo a comprare. Comunque, anche se abbiamo del fieno fresco del contadino (del nonno, nel mio caso!) deve stare in un ambiente asciutto, non umido, altrimenti si ammuffisce e poi bisogna buttare tutto… (già sperimentato!). Il gradino successivo della piramide “caviesca” è costituito da, ovviamente, verdura e, in quantità molto minori, frutta. Le regole base per frutta e verdura sono che esse non devono mai essere date alla cavie fredde di frigo. Questo per evitare pericolose congestioni o formazione di gas intestinali. Quindi, prima di dare della verdura alle nostre caviotte bisogna toglierle dal frigo e farle riscaldare un po’ a temperatura ambiente. Per offrire una dieta varia alle nostra cavie, tra l’altro indispensabile per mantenerle in buona salute, ci sono numerosi spunti tra cui scegliere. Proprio come noi umani, ogni cavia ha i suoi gusti, quindi ogni cavia avrà i propri cibi preferiti e quelli che proprio la disgustano, ma abituarla a nuovi sapori è una cosa buona perché una dieta varia, come ho già detto, è indispensabile per la loro buona salute, proprio come per la nostra. Verdure: asparagi, barbabietole, bietole, borragine, broccoli, carciofi, carote (anche le foglie verdi), catalogna, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, cavolo rapa (foglie), cetriolo, cicoria, coste, cavolo verde e nero, crescione, fagiolini verdi, finocchio, indivia belga, lattuga romana, peperoni dolci, pomodori, prezzemolo sia riccio che normale, radicchio, rape, ravanelli, rucola, scorzonera, sedano e sedano rapa, spinaci, topinambur, zucca, zucchine. Da evitare: patate germogliate e tutte le parti verdi della pianta; piccioli e foglie dei pomodori e dei peperoni; fagioli e legumi in genere; aglio cipolla e bulbi in generale; rabarbaro; peperoncino piccante; funghi. Frutta: albicocche, ananas, anguria, arance, banane, ciliegie senza il nocciolo, fragole, kiwi, lamponi, mango, mele, melone, papaia, frutto della passione, pere, pesche, pompelmo, prugne, ribes, uva, uva spina. Da evitare: cocco e avocado, troppo grassi. Togliere sempre i semi della frutta perché possono contenere sostanze tossiche. Somministrare comunque la frutta in piccole quantità perché di solito è troppo zuccherina. Erbe aromatiche: aneto, anice, basilico, cerfoglio, coriandolo, dragoncello, erba cipollina, finocchietto, maggiorana, melissa, menta, mirto, origano, rosmarino, salvia, santoreggia, timo. Erbe selvatiche: achillea, altea, calendula, camomilla romana, malva, margheritina, nasturzio, nepitella, ortica, portulaca, rosa canina, tarassaco o dente di leone, trifoglio, viola. Alberi e arbusti: acacia, acero, carpino, castagno europeo, corbezzolo, faggio, fico, frassino, gelso, lillà, melo, melograno, nocciolo, olivo e olivastro, olmo, ontano, pero, salice, sorbo, tiglio, vite (non quella americana o canadese che sono tossiche). Da evitare: il legno di albicocco, pesco, ciliegio, susino ecc.; le conifere come pino, abete, ginepro ecc; il legno degli agrumi come arancio, limone, cedro, mandarino ecc. Molte altre piante, soprattutto ornamentali, molto comuni nelle case e nei giardini sono tossiche o velenose. Io non ho mai dato pellet, ma alcuni somministrano del pellet di ottima qualità alle loro cavie, che contiene un’alta percentuale di fibra. Quello che è certo è che sono obbligatoriamente da evitare quegli snack che vendono anche nei negozi per animali, anche se nella scatola c’è la bella figura di una cavia “sorridente”. Tornando al pellet, è comunque buona norma che esso non comprenda frutta secca e/o semi, cereali, qualsiasi sottoprodotto di origine animale. E’ infatti sconsigliato dare da mangiare alle cavie pane o qualsiasi prodotto da forno. Da evitare anche latte e latticini e succhi di frutta zuccherati. Quello della vitamina C è un argomento importante. Alla cavia sono necessari circa 30 mg di vitamina C al giorno. Questa, di solito, viene presa dall’alimentazione, se però ci dovesse essere una carenza, è necessario somministrarla, di solito utilizzando un integratore come il Cebion gocce (3/4 gocce al giorno per una cavia adulta). Se la cavia ha un’alimentazione completa di verdura, frutta e fieno, difficilmente svilupperà una carenza di vitamina C. Se ha la possibilità di uscire anche in giardino, è molto utile anche l’erba mista che vi troverà. La carenza di vitamina C porta ad una grave patologia, chiamata scorbuto. I primi sintomi sono: difficoltà a deambulare, emorragie gengivali, problemi alla cute, gonfiore alle articolazioni. Questi possono degenerare fino alla morte dell’animale stesso. La cavia infine è coprofoga. Questo significa che mangia delle feci particolari (ciecotrofi), che l’animale raccoglie direttamente dall’ano e che contengono preziosi nutrienti, indispensabili per la vita del porcellino d’india.” N.B.: la vitamina C è labile e si degrada facilmente in poche settimane dalla produzione del pellet. Comportamento La cavia è un animale crepuscolare, gregario ed estremamente timido con l’uomo. Comunica con una grande varietà di suoni. In caso di allarme, sceglie tra la fuga precipitosa e l’immobilizzazione. Offrite una varietà di alimenti tale da evitare che la vostra cavia potrà successivamente rifiutare alimenti sconosciuti; potrebbe anche non mangiare del cibo se cambiate la sua ciotola. Sono animali spaventati dalle novità! In rapporto ai suoi simili E’ un animale che vive in gruppo e soffre assai la solitudine. La compagnia dei suoi simili è un aspetto fondamentale del suo benessere psichico. Più maschi possono convivere. In rapporto all’uomo E’ molto docile, è molto difficile che morda, ma è facilmente stressabile e ha bisogno di vivere in un ambiente tranquillo. Per ottenere la fiducia di una cavia, ci vogliono pazienza e molto tempo. Un modo per rendersi figura positiva ai loro occhi è sfruttare la loro voracità, tenendo il cibo in mano, facendoglielo annusare e dandoglielo senza compiere alcun movimento brusco; gradualmente la cavia, associandovi ad uno stimolo positivo, potrebbe decidere di avvicinarsi sempre più a voi. In rapporto agli altri animali Famosa è l’amicizia tra la cavia e il coniglio; in effetti abbiamo notato che si formano dei legami indissolubili e molto profondi tra questi due animali, tant’è che arrivano a coinvolgere l’un l’altro in attività di grooming e a dormire vicini. Ma la cavia stringe un bel rapporto anche con i degu, che le salgono sul dorso per riposare o che cercano calore sotto la sua pancia. Non abbiamo invece volutamente tentare “esperimenti” con il cane o con il citello, data la natura assai diversa di questi ultimi rispetto a quella della cavia: il nostro cane è infatti fortemente stimolato dal modo di camminare o correre delle nostre caviotte, quindi evitiamo qualunque tipo di contatto. Sappiamo al contrario che la convivenza tra cavia e gatto è sicuramente possibile (tenendo sempre in considerazione il carattere del micio!). 
Gestione E’ difficile abituare la cavia alla lettiera; noi per riuscirci non abbiamo dovuto far altro che inserire i porcellini d’India nel territorio dei conigli; le cavie infatti sono animali che apprendono socialmente i comportamenti da tenere e i conigli su questo argomento son dei gran maestri! Se la cavia dovrà passare la maggior parte del suo tempo chiusa in gabbia, sceglietene una che sia ampia e spaziosa, in modo da consentire una vita più movimentata, e con bordi elevati, per evitare lo spreco della lettiera pulita che sarà gettata dalle loro zampine sul vostro pavimento; se potrà stare libera, con tutti gli accorgimenti del caso (es. cavi elettrici messi in alto o coperti da canaline e piante tossiche fatte sparire dalla loro vista), renderete senz’altro più felice la vostra cavia. Il substrato ideale è il pellet per stufe, molto assorbente (ed è importante data la quantità di urina che espelle una cavia); un beverino Sippy e un rifugio completeranno l’arredo della gabbia, che dovrà essere collocata in una zona tranquilla della casa, e, soprattutto, in una zona dove non vi sono correnti d’aria. Riproduzione Se la vostra cavia ha partorito, e nel frattempo avrete ricordato di castrare il maschio (attenzione: rimane fertile per un periodo post-operazione, consigliamo di tenere la coppia separata per almeno 2 settimane), sappiate che il papà non deve essere tolto; i piccoli si possono toccare senza che la madre li rifiuti: mamma cavia non è gelosa come mamma coniglia o mamma criceta. Tenete presente per la questione sopra citata della sinfisi pubica, che la femmina però non va mai fatta riprodurre dopo i 7 mesi. Dimorfismo sessuale nei soggetti adulti 
I cuccioli Abituateli a mangiare un po’ di tutto, specialmente agrumi (arance, clementine e mandarini se sono di stagione), brassicacee (la famiglia dei cavoli), peperoni (senza picciolo e semi). Lo svezzamento avviene a 21 giorni; separate quindi subito dopo lo svezzamento i figli maschi da mamma e sorelle se non vorrete ritrovarvi di nuovo a dover gestire altre cucciolate. Visita veterinaria In caso di necessità il vet taglierà le unghie; potete anche farlo voi a casa se avete la mano ferma! La cavia non ha bisogno di vaccini. Portarla dal vet (esperto in porcellini d’India, mi raccomando!) una volta l’anno per un controllo generico sarà più che sufficiente, a meno di avere un’urgenza (ma ovviamente si spera sempre di no). Sarà pesata ed esaminata accuratamente: auscultazione, osservazione di cute e pelo, esame dei molari con un otoscopio costituiranno la visita. Patologie In caso di scarso appetito o perdita notevole di peso (vi consiglio di pesare molto spesso il vostro amico e di annotare il valore su un foglio da non perdere mai di vista, perché è un fattore molto significativo nella gestione della cavia), in caso di scolo nasale o oculare, correte dal vostro veterinario di fiducia. La terapia fai-da-te non è mai la scelta migliore, solo un vet esperto potrà dirvi cosa c’è da fare. Sito amico Vi segnalo questo sito http://cosedacavia.net/ E’ esaustivo ed è completamente dedicato alla cavia come pet. Le informazioni contenute sono soggette a copyright. La riproduzione parziale o totale è consentita solo previa richiesta e/o inserimento della fonte con relativo link.
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